planimetriagrL’interno della Basilica Cattedrale è a pianta basilicale, a croce latina, orientata, triabsidata, con tre navate separate da una teoria di archi ad alti piedritti con doppia ghiera, di sagoma arabeggiante, sostenuti da 16 colonne monolitiche: quattordici di granito rosa e due di cipollino, poste su basamenti e sovrastate da capitelli impreziositi di figurazioni e intagli. Sia le colonne, sia i capitelli, sia i basamenti marmorei di di spoglio sono di epoca romana (probabilmente del II sec. d.C.), proveniente verosimilmente da templi pagani.

Le tre navate hanno una copertura lignea a capriate con travi dipinte di busti, animali fantastici e motivi decorativi, opera di maestranze arabe.

L’arco trionfale affiancato da colonne sormontate da capitelli figurati stavolta di stile arabo, dà l’accesso al transetto. Rispetto al ruggeriano progetto originario, l’arco trionfale è stato purtroppo riabbassato con un contro-arco, così che l’opera è stata ridotta a più modeste proporzioni.

Il presbiterio si presenta marcatamente profondo e i pastofori notevolmente sviluppati. Il presbiterio absidato culmina con la splendida decorazione musiva.

Nel presbiterio erano collocati un tempo il trono regale a sinistra guardando il Pantocratore e il seggio episcopale a destra, posti l’uno di fronte all’altro. Di questi particolari seggi rimangono soltanto due lastre decorate con mosaico, con le scritte: sedes regia e sedes episcopalis.

Anche le navate laterali culminano con i loro rispettivi absidi, molto più piccoli rispetto a quello centrale. Guardando dall’ingresso verso l’altare, l’abside di destra è detto Diaconico, mentre quello di sinistra è chiamato Protesis.

0110 Cefalù, Cattedrale, interno, sec. XII.

 

Protesis è il luogo di preparazione delle oblate, del pane e del vino per la celebrazione eucaristica. Il diaconico è il luogo della custodia degli arredi sacri. La protesi è adibita a cappella del Santissimo Sacramento ed è ornata con decorazione a stucco neoclassica. L’altare d’argento ivi allocato è del XVIII secolo ed è opera di artigiani palermitani.

Dell’antica decorazione pittorica che caratterizzava la Cattedrale almeno in una fase avanzata della sua storia, rimangono soltanto la figura del papa “Urbano V”, della fine del IV secolo, dipinta su una colonna della navata di sinistra, e la “Madonna in trono” del XV secolo, dipinta nel braccio sinistro del transetto.

Di particolare interesse sono il fonte battesimale, ricavato da un unco grande blocco di calcare a lumachelle e decorato da quattro leoncini scolpiti (XII secolo), e la splendida statua marmorea della Madonna con il Bambino, opera del Gagini (1533).

Il Duomo ospita anche alcuni monumenti funerari, tra cui un sarcofago tardo antico, un altro medievale e il pregevole gruppo scultoreo dedicato al Vescovo Castelli, opera dello scultore Leonardo Pennino (XVIII secolo).

Dell’antico e sontuoso ambone, smontato nel XVI sec., rimangono vari e significativi pezzi che attendono di essere ricomposti.