0241 Cefalù, Cattedrale, interno, mosaici, Cristo Pantocratore, sec. XII.La figura dominante in tutta la Cattedrale è quella del Cristo Pantocratore che, dall’alto dell’abside, con vari dettagli è rappresentato in una splendida sintesi cristologica: Egli è il Re, il Sacerdote e il Profeta. La regalità di Cristo è indicata nel nimbo gemmato, la sua dignità sacerdotale è significata dalla stole verde che scende dal suo omero destro, e il suo carattere profetico è rappresentato dal libro aperto.

Come detentore della doppia natura divina e umana, Egli veste la veste rossa lumeggiata d’oro (colori che simboleggiano la natura divina), sopra la quale è posto un mantello di colore bleu, simbolo dell’umanità. Nell’incarnazione la divinità si è rivestita di umanità.
La mano destra è atteggiata in modo da sembrare voler indicare con le tre dita unite l’unità e la Trinità di Dio, e con le altre dita, leggermente arcuate, la duplice natura umana e divina del Cristo. Per Mons. Valenziano, si tratta invece del gesto del Pantocratore, del Dio creatore che chiama dal nulla e sostiene tutto ciò che esiste; esso sarebbe il gesto regale di chi con autorità indice il silenzio, perchè lui solo, il Profeta, il Maestro, parla: la sua parola è il suo libro aperto tenuto con la mano sinistra; il Profeta annuncia se stesso come luce.

Il libro dei Vangeli tenuto da Gesù con la sinistra è aperto infatti sulla pagina di Gv 8,12 dove si legge, in greco e in latino: “Io sono la luce del mondo, chi segue me non vagherà nelle tenebre ma avrà la luce della vita”.
Di fronte al libro aperto del Cristo, manifestazione piena e luminosa di sé, tutti gli apostoli e i santi dei registri inferiori tengono i loro libri chiusi, perché solo Lui parla! I profeti, nei registri laterali, hanno invece i loro cartigli srotolati, ad indicare che ormai le loro profezie si sono compiute in Gesù ed il loro senso è pienamente svelato.
Se la decorazione musiva esistente fu realizzata entro il 1170, senza dare seguito al resto, nel Seicento si vollero arricchire le pareti laterali del presbiterio con stucchi quasi tutti di mediocre fattura.

0243 Cefalù, Cattedrale, interno, mosaici, particolare del Cristo Pantocratore, sec. XII.Due iscrizioni concludono in forma solenne il complesso figurativo absidale.
La prima: FACTUS HOMO FACTOR HOMINIS FACTIQUE REDEMPTOR – IUDICO CORPOREUS CORPORA CORDA DEUS, corre sull’arco delimitante il catino absidale ed è in evidente relazione con la figura del Pantocratore della quale costituisce una chiosa teologica. “Fattomi uomo Io il Creatore dell’uomo e Redentore della mia creatura giudico da Uomo i corpi, come Dio i cuori”.

La seconda, aulicamente campita su campo d’argento che chiude in basso la decorazione del ciclo absidale: ROGERIUS REX EGREGIUS PLENIC (sic) PIETATIS / HOC STATUIT TEMPLUM MOTUS ZELO DEITATIS / HOC OPIBUS DITAT VARIIS VARIOQUE DECORE / ORNAT MAGNIFICAT IN SALVATORIS HONORE / ERGO STRUCTORI TANTO SALVATOR ADESTO / UT SIBI SUBMISSOS CONSERVET CORDE MODESTO: ANNO AB INCARNATIONE DNI MILLESIMO CENTESIMO XLVIII / INDCTIONE XI ANNO V REGNI EJIUS XVIII / HOC OPUS MUSEI FACTUM EST. Ci informa su alcuni dati essenziali riguardanti i mosaici della prima fase.