C-0001 Cefalu, Cattedrale sec. XII, esterno, facciataLa Cattedrale di Cefalù venne edificata per volere di Ruggero II d’Altavilla, re di Sicilia, Puglia e Calabria, nell’anno del Signore 1131.
Vuole la tradizione che questo re, in viaggio per nave da Salerno a Palermo, imbattutosi in una tempesta, fece voto al Signore di erigere una chiesa nel luogo in cui avesse preso terra sano e salvo insieme al suo equipaggio. Approdato a Cefalù, fece costruire qui il tempio promesso a gloria del SS. Salvatore e dei Santi Pietro e Paolo.

I lavori ebbero inizio, con la posa della prima pietra, domenica 7 giugno, giorno di Pentecoste, dell’anno 1131, presenti alla cerimonia lo stesso re, l’Arcivescovo di Messina Ugone, da cui la nuova Diocesi di Cefalù era suffraganea, i Vescovi e la nobiltà siciliana. La diocesi di Cefalù, nella sua forma attuale, trae origine dal predetto Ruggero II, il quale rifondò il vescovato, di cui si hanno notizie già nel IX sec. e scomparso durante il periodo della dominazione araba, dotandolo di vaste proprietà terriere ed arricchendolo di privilegi.
Fin dalla sua fondazione le liturgie all’interno della nuova chiesa vennero affidate ai canonici regolari agostiniani voluti dal re e provenienti da Bagnara Calabra. Il primo vescovo fu Jocelmo (1130 – 1150), già abate di Bagnara.

Le vicende costruttive della Cattedrale di Cefalù sono assai articolate. L’originale progetto ruggeriano prevedeva una costruzione molto complessa e talmente imponente che rimase in molte sue parti incompiuta, per questo l’edificio presenta sia all’interno che all’esterno diverse anomalie e discontinuità.
L’edificio nacque nell’ambito dell’architettura romanica nordeuropea, importata in Sicilia dai normanni, ma fu terminato da maestranze locali secondo le istanze dell’architettura islamica e condizionato dalle esigenze liturgiche bizantine.

Di esso Ruggero II aveva stabilito già nel 1145 che diventasse il mausoleo della famiglia reale. In tal senso aveva predisposto la sistemazione di due sarcofagi porfirei, con relativi baldacchini marmorei con intarsi a mosaico, alle estremità dei bracci del transetto. Uno a gloria Sua e doveva accogliere le sue spoglie mortali, l’altro a gloria della famiglia Altavilla e destinato a rimanere vuoto. Ma il destino fu avverso alle volontà del magnanimo re, alla sua improvvisa morte, avvenuta secondo la secolare tradizione cefaludese il 28 febbraio 1154 a Palermo, venne sepolto provvisoriamente nella cripta della cattedrale palermitana in un sarcofago romano di spoglio.

IMG_7092Nel 1215 Federico II, con inganno mandò il vescovo di Cefalù Arduino (1217 – 1238) in missione in Terrasanta e approfittando della sua assenza in sede, fece trasportare i due sarcofagi porfirei con i relativi baldacchini esistenti a Cefalù, nella cattedrale di Palermo, destinandoli per sé e i suoi familiari. Riguardo le spoglie mortali di Ruggero II, furono, in data imprecisata, traslate in un semplice sarcofago a lastre porfiree dove tutt’ora riposano.

Alla morte di Ruggero II, soltanto la zona presbiteriale dell’edificio era stata completata del tutto secondo il progetto originario e nei successivi anni succeduto alla reggenza del regno suo figlio Guglielmo I, gli interessi si spostarono nella fabbrica del nascente duomo di Monreale e dunque si rinunciò definitivamente al grandioso progetto ruggeriano cefaludese, provvedendo alla meno peggio e con soluzioni di vero rattoppo a dare un completamento all’edificio, che vide una sua quasi definitiva ultimazione soltanto in età post-federiciana. La copertura della navata centrale, databile intorno al 1170, unico esempio superstite di carpenteria normanna ancora visibile, presenta interessantissime pitture di chiara matrice islamica e venne restaurata dopo un incendio a spese di Enrico I Ventimiglia nel 1263, in suffragio dei suoi due figli Manfredi e Pirruccio, sepolti in un sarcofago all’interno della basilica.
La basilica venne consacrata il 10 aprile 1267 dal Cardinale Rodolfo vescovo di Albano, mesi prima della consacrazione del Duomo di Monreale.